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Il Mese della Memoria

21.01.2010

Il Mese della Memoria

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MESE DELLA MEMORIA

Il lavoro rende liberi: l’atroce beffa sovrascrittaquel tempo sul cancello d’ingresso  al lager di Auschwitz-Birkenau non c’è più.
Ce ne è solo una ricostruzione artefatta. Una mano e una
mente altrettanto feroci l’hanno strappata con violenza dal catalogo simbolico della memoria collettiva, costringendoci a ricordare che la bestia razzista rinasce, alligna ancora nel cuore oscuro dell’umanità.
È una ferita lacerante, questa, per noi esseri umani, per noi testimoni di civiltà, che
abbiamo fatto della Memoria della Shoah un impegno quotidiano, un messaggio e un monito che parli attraverso le generazioni. Se la scritta in ferro battuto fabbricata dalla mano di una vittima del campo tornerà in qualche modo a
campeggiare lì in alto, dove corre l’occhio del mondo, la nostra ferita interiore non sarà però rimarginata, e continuerà a inquietare i nostri
sentimenti e la nostra ragione.
Deve essere così: piangiamo dentro, con la rabbia e nel silenzio che ricopre di sussurri indicibili i milioni di morti, ma con impegno tumultuoso continuiamo a lottare per la civiltà.
Quest’anno, il 2010, alla fine del primo decennio del terzo millennio, abbiamo scelto
un pianoforte, una mano, la musica, quale logo del Mese della Memoria, e quale simbolo per indicare all’umanità la via per uscire dal giogo della barbarie e per traguardare l’orizzonte della salvezza.
La musica, che aveva accompagnato il cammino dei deportati verso le camere a gas, questa volta riscatterà sé stessa e risparmierà le vittime, segnando una nuova speranza di luce: quella stessa speranza a cui oggi noi ci appelliamo, di fronte all’orrore del razzismo rinascente, di fronte alla negazione ricorrente dei diritti fondamentali di tutti gli uomini e le donne del mondo, in una Europa in cui
resuscitano i fantasmi più oscuri dell’intolleranza e del fanatismo che pensavamo
essere stati definitivamente sconfitti.
Senza Memoria non c’è Futuro, non c’è civiltà. Questo è il monito che ancora una volta vogliamo lanciare a tutti gli uomini e a tutte le donne, giovani o anziani, potenti o umili, che vogliono guardare avanti e che hanno a cuore le sorti del mondo.

Silvia Godelli
Assessore al Mediterraneo, Regione Puglia

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